
Il cambiamento passa da protocolli diagnostici che tengano conto, fin dall'inizio, delle differenze reali tra i corpi.
Lo sapevi che le donne sotto i 55 anni hanno molte più probabilità di essere dimesse dal pronto soccorso durante un infarto in corso, rispetto agli uomini con gli stessi sintomi? Non è un caso isolato: è uno dei tanti dati che mostrano quanto i sintomi cardiaci femminili vengano sistematicamente sottovalutati.
Un sistema costruito su un solo modello
Il problema non è la malizia di chi lavora in pronto soccorso, ma un sistema di formazione medica costruito, per decenni, su un paziente cardiaco tipo che era quasi sempre uomo. I sintomi dell'infarto femminile — più spesso nausea, affaticamento, dolore alla mascella invece del classico dolore al petto irradiato al braccio — non corrispondono allo schema insegnato, e vengono quindi letti come "meno urgenti".
"Dolcemente complicate" è un'espressione ironica per descrivere corpi che la medicina considera un'eccezione da gestire caso per caso, invece che una metà della popolazione da includere fin dalla progettazione dei protocolli clinici.
