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La domanda utile non è "è dedicato alle donne?", ma "sta davvero producendo dati e conoscenza migliori, o si limita a un'estetica rosa sopra un problema irrisolto?"
FemTech è il termine con cui si indica l'insieme di tecnologie, prodotti e servizi digitali dedicati alla salute delle donne e delle persone con corpi mestruati: app per il monitoraggio del ciclo, dispositivi di fertilità, piattaforme di telemedicina ginecologica, wearable per la salute riproduttiva.
Un correttivo, non solo un mercato
Il settore è cresciuto rapidamente negli ultimi anni, spinto da una consapevolezza sempre più diffusa: per decenni la ricerca medica e lo sviluppo tecnologico hanno trattato la salute femminile come un capitolo secondario, con conseguenze dirette sulla qualità delle cure disponibili.
Ma FemTech non è solo innovazione di prodotto — è anche un correttivo a un gender data gap strutturale: la mancanza storica di dati disaggregati per sesso e genere che ha reso la medicina meno accurata per metà della popolazione. Ogni app che raccoglie dati sul ciclo mestruale, ogni piattaforma che rende visibili sintomi prima ignorati, contribuisce a colmare un vuoto informativo che la ricerca tradizionale ha lasciato aperto per troppo tempo.
Il rischio, ovviamente, è che il termine diventi un'etichetta di marketing svuotata di sostanza.
